Hanno vissuto momenti oltremodo difficili, li hanno vissuti con i loro cari. Ragione per la quale sarebbe naturale vivere la seconda opportunità della vita chiudendo definitivamente l’esperienza dolorosa di un male terminale. Finalmente salvi, scongiurato il pericolo potrebbero, anzi, dovrebbero fare di tutto per dimenticare e ricominciare tagliando di netto il ricordo del periodo critico.
Ed, invece, li vediamo attivi protagonisti nella diffusione della cultura della donazione degli organi, dirigenti e operatori di primo piano dell’associazione italiana per la donazione di organi.
Si sono salvati grazie alla donazione degli organi e vogliono, significativamente, testimoniarlo per stimolare nella società civile il grande ed estremo dono della vita.
Per averli frequentati, seppure in poche occasioni, vi dico di più: sono Angeli.
Angeli pronti a confortare chi vive nella speranza della donazione. Offrono la loro consulenza e tanto altro ancora a chi nella drammaticità del momento ha forte la necessità di essere assistito e consigliato. Lo fanno senza risparmiarsi.
Perché ve ne sto parlando? Li seguo da circa un anno e prima conoscevo poco la loro attività. Oggi consapevole del loro impegno e abituato a non dare nulla per scontato, desidero dare, per quel che posso, la giusta evidenza a questi volontari che quotidianamente e silenziosamente operano per il bene.
Desideravo farveli conoscere.










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