Quando, qualche ora fa, è arrivata in redazione la nota di Emilio Messana, sindaco di Racalmuto, leggendola non volevo credere ai miei occhi. In buona sostanza i precari, almeno per l’aspetto retribuzione, sarebbero più tutelati con il dissesto rispetto al piano di riequilibrio.

Non lo dico io, ma il sindaco di Racalmuto. “Si va al paradosso: nei comuni in dissesto i lavoratori precari mantengono inalterato lo stipendio, nei comuni in predissesto no”.

In pratica, il Comune che non vuole buttare la spugna e vuole tentare di ripianare il debito senza disturbare il Ministero degli Interni, la Corte dei conti, scongiurando l’arrivo dei Commissari per la gestione del dissesto, questo Comune, dicevo, danneggerebbe i precari. Roba da non crederci, ma è così.

Con il Piano di riequilibrio finanziario, il Comune non può coprire le spese per il rinnovo dei contratti, può utilizzare esclusivamente il fondo di compensazione riconosciuto dalla Regione Siciliana ai Comuni per coprire gli squilibri finanziari che la spesa per i precari comporta. Se questo fondo si riduce, il Comune deve automaticamente adeguare i contratti.

emilio messanaMentre dall’inizio dell’anno in corso per i comuni in dissesto è prevista la copertura del 100% della spesa per i precari.

Non ci sono parole.

Intanto, al sindaco Messana non resta che chiedere il sostegno dei suoi colleghi sindaci, dei sindacati, dell’Assessore Regionale Enti Locali, dei gruppi parlamentari all’Ars, perchè i Comuni in riequilibrio finanziario siano equiparati, quanto alla spesa per il personale precario, ai comuni in dissesto.