Dell’operazione “Up & Down” ne abbiamo parlato qualche giorno fa adesso ci torniamo per raccontare i particolari venuti fuori nella conferenza stampa di oggi presso il Comando provinciale dei carabinieri di Agrigento, con la presenza del Tenente colonnello Rodrigo Micucci, il Tenente Giuseppe Del Scotto e il Tenente Nicolò Morandi comandante della tenenza di Favara, protagonista di primo piano nell’indagine.

Si arricchisce, dunque, di nuovi particolari la notizia del 24 dicembre scorso della Compagnia carabinieri di Agrigento che ha eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti residenti ad Agrigento, Favara e Porto Empedocle per il reato di associazione a delinquere finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio di sostanze stupefacenti.

vaccaroI soggetti colpiti dalle ordinanze di custodia cautelare in carcere sono i favaresi Fallea Carmelo, classe 75, Presti Calogero, classe 73, Vaccaro Carmelo, classe 78 e l’empedoclino Sacco Stefano, classe 64. Il quinto soggetto, colpito da custodia cautelare degli arresti domiciliari è il favarese Indelicato Gaspare, classe 82.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica della Direzione distrettuale Antimafia di Palermo dr. Claudio Camilleri e condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Agrigento e dalla Tenenza di Favara dall’Aprile al Novembre 2014, ha portato all’individuazione di un’organizzazione criminale operante nella provincia dedita al traffico di cocaina e di hascisc che dal Belgio e da Palermo faceva pervenire regolarmente a Favara per poi distribuire le sostanze al dettaglio. E’ stato proprio il percorso che seguiva la droga verso il basso dal Nord Europa all’Italia a dare il nome all’indagine “Up & Down”.

blandinaEcco come operavano i criminali. Carmelo Fallea acquistava la droga “leggera” del tipo hascisc da soggetti palermitani, che attraverso i corrieri lo facevano arrivare a Favara, dove Fallea si avvaleva di alcuni soggetti come Presti Calogero o l’empedoclino Sacco per occultarlo in luoghi sicuri e a lui non riconducibili, ma anche per venderla al dettaglio agli spacciatori locali.

Il referente dell’organizzazione palermitana era Vincenzo Giudice, già arrestato nel Maggio 2015 a conclusione dell’operazione “Verbero” condotta dal Reparto operativo di Palermo. Tuttavia non era direttamente Giudice a trattare con i favaresi, ma una donna di origine marocchina Rania El Moussaid con la quale Giudice intratteneva un rapporto sentimentale e che riteneva persona di sua fiducia.

indelicatoLa cocaina, invece, proveniva circa una volta al mese dal Belgio, nascosta all’interno di pacchi spediti, ovviamente, con destinatari e mittente fasulli, tramite le diverse società di trasporti e traslochi che regolarmente compiono viaggi da e per il Belgio a favore soprattutto di degli emigrati favaresi. Giunti a destinazione i pacchi venivano ritirati direttamente presso il deposito degli spedizionieri del tutto ignari della trasporto di droga.

del pagamento della sostanza si occupava Fallea che personalmente si recava in Belgio accompagnato da Vaccaro .

Durante il corso delle indagini sono stati effettuati l’arresto nel Giugno del 2014 di Presti Calogero, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e il conseguente sequestro di

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20Kg di hascisc, e l’arresto di Blandino Ignazio avvenuto nell’Agosto 2014 appena sbarcato a Lampedusa proveniente da Porto Empedocle dove aveva ricevuto 50 grammi di cocaina da soggetti dell’organizzazione oggetto di indagine. Un ulteriore sequestro di kg.1 di cocaina e di Kg 4 di hascisc è stato effettuato nel Settembre 2014; proprio tale sequestro ha fatto capire agli investigatori le modalità di spedizione dal Belgio all’Italia, attraverso, dicevamo, ignare compagnie di trasporto favaresi.sacco-stefano-1presti-calogero