CGIL e FILLEA: LA SENTENZA CASSA EDILE DIMOSTRA GIUSTEZZA DELLE NOSTRE ACCUSE
Il Tribunale di Agrigento, attraverso la sentenza del giudice Claudia Infantino, ha condannato l’ex direttore della Cassa Edile, Salvatore Grado, a 1 anno e 8 mesi di reclusione, pena sospesa con la condizionale, subordinata alla prestazione di lavori di pubblica utilità, per conto dei servizi sociali del Comune di Agrigento, della durata di sessanta giorni.
Otto mesi sono stati inflitti ad Arsenio Coiro, ex presidente dello stesso Ente. Anche qui con pena sospesa.
Grado e Coiro erano accusati di appropriazione indebita.
“La sentenza – dicono Massimo Raso e Vito Baglio di Cgil e Fillea – con la quale il Tribunale di Agrigento ha condannato l’ex direttore della Cassa Edile, Salvatore Grado e Arsenio Coiro, ex presidente dello stesso Ente, conferma quanto i nostri rappresentanti nel CdA dell’epoca (CGIL e FILLEA) hanno sostenuto, facendo nascere il “caso”, sino a divenire “testi di accusa”.
Preme sottolineare come le risorse degli Enti Bilaterali appartengono ai Lavoratori ed alle Imprese e devono essere usate nel loro esclusivo interesse; ogni abuso non può e non deve essere consentito o tollerato.
La Cassa Edile, nel frattempo, si è data una nuova “governance” che ha rotto definitivamente con queste pratiche ed è la parte lesa di tutta questa vicenda.
Da questa sentenza non può che trarsi nuova forza per continuare questa opera di risanamento e di rilancio per riaffermare l’Ente come strumento a servizio di un settore che attraversa una pesantissima crisi, che sarebbe meno grave se si potessero trasformare in cantieri gli innumerevoli annunci governativi contenuti nel “patto per la Sicilia”.










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