Quattro giorni fa si è aperta una voragine larga tre metri e profonda almeno quattro. A cedere il suolo di via delle Muse, posto lungo il percorso del collettore fognario centrale dentro il quale viaggia circa il 70 per cento degli scarichi cittadini. L’opera è stata realizzata tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, poi come tutte le cose, mai ispezionata, fino a quando si è aperta la voragine. Inascoltati sarebbero addirittura stati i diversi reclami dei residenti per i danni subiti alle loro abitazioni. Per avere un’idea del fenomeno, un vicino giardino si è abbassato di circa 50 centimetri.

voragine 1Ieri, le squadre di Girgenti acque, hanno effettuato un altro scavo a pochi metri dalla voragine ed è emerso che la base del collettore non esiste più, consumato dal passaggio degli scarichi in oltre mezzo secolo. Non esiste più nel fondo della voragine e non esiste nel fondo dello scavo di verifica. Il problema, adesso, è di stabilire l’inizio e la fine del danno lungo il percorso del collettore che collega la condotta da Piazza Libertà agli Orti fino ad arrivare al depuratore. Praticamente, un intero quartiere cittadino. Intanto, le perdenze hanno scavato e continuano a scavare vere e proprie caverne sotterranee che si sono manifestate all’esterno con la voragine già aperta alla quale potrebbero seguirne altre.

Il lavoro di ripristino si prevede difficile e complicato per come sono state fatte le cose in passato, pensate che ad un certo punto le acque bianche si uniscono con le nere. Paradossale, ma è così.

Il danno è rilevante e bisognerà intervenire immediatamente, mentre scriviamo è in corso un tavolo tecnico sulle soluzioni da adottare immediatamente e non è esclusa l’ordinanza di sgombero dei residenti.

Gli scatti pubblicati mostrano il fondo del collettore rovinato e una sottostante caverna scavata dagli scarichi.