Tonino Scalia
Dopo il voto nazionale, e quanto mai necessario riflettere seriamente sul suo esito e sui risvolti che esso ha scaturito e di conseguenza scatenato.
Una nazione divisa in due: il sud che è stato dimenticato dagli ultimi governi ha espresso, con il consenso dato ai 5 stelle (nonostante i fallimentari governi cittadini degli ultimi anni) ed anche alla Lega di Salvini, il voto della delusione, del pessimismo diffuso, e soprattutto un voto contro tutte quelle riforme attuate dai vari governi tecnici e politici non eletti democraticamente dal popolo ma che hanno colpito tutte le fasce più deboli: riforma Fornero, riforma della buona scuola, jobs act. Ma soprattutto in questi anni si è assistito all’ impoverimento del ceto medio, spaventato e preoccupato, non sentendo di avere prospettive, apre spazi immensi per il populismo.
E allora la riflessione diventa semplice: “chi tocca lo stato sociale muore politicamente”. Quindi va ripensata la politica che in questi anni ha perso di vista il benessere e la crescita del paese. E per riaccreditarsi e dare alla gente le risposte che attendono per poter fermare l’ avanzare del populismo, deve ripartire dagli operatori politici presenti nel territorio che ascoltano e conoscono le problematiche dei cittadini e del territorio locale ove operano, pertanto va immediatamente rivista la legge elettorale ed i metodi di scelta delle figure candidate a rappresentare i cittadini e i territori nelle varie istituzioni locali, regionali e nazionali, figure che dovranno essere di ascolto, di connessione e di risoluzione delle necessità del popolo elettore.










Commenti
I commenti sono chiusi. Hai una segnalazione, una precisazione o una smentita? Scrivi alla redazione.