Oggi i dieci sindaci dei Comuni soci del Voltano Spa che fa, a sua volta, anche parte di Girgenti acque, gestore del servizio idrico integrato per conto dell’Ati idrico di Agrigento, hanno deciso di rinviare la loro decisione sulla proposta del sindaco di Agrigento di mettere in liquidazione e sciogliere la società per azioni con capitale pubblico.
All’inizio della seduta i sindaci hanno ascoltato la relazione dell’avvocato Giuseppe Di Miceli, nella sua qualità di rappresentante di una associazione di consumatori. Di Miceli, in buona sostanza, ha sollevato le questioni legate a possibili aggravi sui contribuenti nel caso di scioglimento della società. Ricordiamo che il rappresentante dei consumatori ha più volte chiesto di essere ascoltato dai sindaci proprio per il particolare punto.
Dopo si è iniziata la seduta dell’assemblea a porte chiuse. Cosa hanno deciso? L’amministratore del Voltano, Rosato, ha chiesto un parere legale al professore Palazzolo, parere che è stato inviato ai sindaci giorno 19 scorso. Un “contributo di chiarezza” così lo definisce l’amministratore unico del Voltano. Non solo, giorno 20 il professore Palazzolo è stato nella sede della società a disposizione dei primi cittadini, per l’occasione quasi tutti presenti.
Oggi il Comune di Agrigento ha chiesto un rinvio dell’assemblea per avere il tempo necessario per esaminare il parere legale e per ottenere una relazione dettagliata da parte dell’amministrazione Rosato e dei revisori del conto del Voltano.
In estrema sintesi, non hanno deciso e hanno rinviato.
Nel rinviare c’è un fatto di significativa importanza relativo, finalmente, a leggere e a studiare le carte, piuttosto di fare passare la partecipazione nella società per azioni come secondario.
Devono rivoltare il calzino, esaminarlo molto attentamente e minuziosamente per non fare ulteriori danni sia nell’ipotesi di scioglimento o se decideranno di continuare a dare vita al Voltano.
Un’operazione verità che dovrà, comunque, essere offerta all’opinione pubblica, che si è fatta tantissime domande e ne aspetta le risposte. E l’operazione verità è , esattamente, lo scopo dell’avvocato Giuseppe Di Miceli, per questo ha chiesto di essere ascoltato.
L’associazione di consumatori e l’opinione pubblica chiedono di conoscere le ragioni del milionario debito e, ancora, se la società con capitale pubblico fa parte, come si legge nel libro dei soci, di Girgenti acque o se non ne fa più parte dopo la cessione ad un privato delle azioni e all’esercizio di prelazione esercitato da Campione Industries.
Sono tanti i fatti che si conoscono poco e questa sembrerebbe l’occasione buona per metterli alla luce.







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