Favara – Hanno voluto amministrare adesso devo farlo pienamente e con competenza.
Questa mattina Via Che Guevara si presenta libera dalle sterpaglie e dalla sporcizia, ma il lavoro non è stato eseguito a regola d’arte. Hanno tagliato i cespugli, non hanno ripulito la base della strada prospicente al marciapiede come mostra lo scatto pubblicato. Occorre il lavoro di una macchina per completare la pulizia al marciapiede e mettere in sicurezza i pedoni. E poi perché i favaresi, io tra questi, devono accontentarsi?
Guardando la foto, permettereste una simile situazione nel gradino di ingresso delle vostre abitazioni?
La strada è stata esclusa dalla attività di pulizia da parte delle ditte che gestiscono il servizio di igiene pubblica fin dal tempo della costruzione del tempio della Concordia e le sterpaglie, nel frattempo, hanno messo radici significative e profonde, tanto che per liberarsene occorrono particolari lavori che devono, comunque, essere eseguiti. I favaresi, dicevamo, lo pretendono forti del loro pagare le tasse.
I gestori del servizio hanno risparmiato in precedenza per lavori eseguiti male o non fatti? E’ arrivato per loro il
momento della restituzione con la perfetta bonifica dei luoghi.
Dolce e amara è la riflessione su cosa ha provocato i lavori su Via Che Guevara, iniziati per una nostra denuncia giornalistica, cosa questa che ci soddisfa e nello stesso tempo ci amareggia, perché vorremmo raccontare una Favara che si riscatta dal passato e che corre velocemente verso un migliore futuro. L’assessore al ramo, Giuseppe Bennica, ha annunciato l’applicazione delle penali al gestore del servizio. Dal mio canto, penso ad una penale da applicare agli amministratori e ad alcuni burocrati comunali, una sciocchezza, ma giuro che obbligherei i signori in indirizzo, ogni giorno, a scrivere una pagina di “Io amo Favara, io amo Favara”.
Tutti dobbiamo fare qualcosa per la nostra città, a maggior ragione chi vive di uno stipendio pagato dai contribuenti. Non è stirpizza non fare o, peggio, bloccare anche gli altri negando il giusto decoro a Favara. Alle leggi dei codici si aggiungono quelli della morale. Se mi attacco alla legge dello Stato per non lavorare, allo stesso modo la morale dovrebbe impormi di rifiutare lo stipendio.











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