Il fenomeno delle discariche abusive è in preoccupante aumento, mentre poche o quasi assenti sono le azioni di contrasto.
Ormai da mesi ne parla tutti i giorni la stampa. Adesso, alla notizia del vergognoso fenomeno si aggiunge l’altra, non meno preoccupante: gli incivili hanno vinto sui virtuosi. I criminali, perché tale è chi minaccia la salute pubblica e devasta l’ambiente, immagine compresa, con gravi ripercussioni anche sull’economia locale di un territorio a vocazione turistica, hanno campo libero. Eppure, “il morto” è parente di tanti. E’ parente dei
Comuni, per citarne alcuni, di Agrigento, di Favara, di Canicattì ed è parente inoltre dell’ex provincia regionale, dell’Anas, dell’Asp e per finire dello Stato, del Prefetto che deve garantire, l’ordine e la salute pubblica. E’ parente della Magistratura e delle Forze dell’ordine, insomma ha una estesa e lunga parentela.
I cittadini perdono in buona compagnia ma questo non può consolarli, anzi li mortifica di più, ché è deprimente assistere alla penosa sconfitta di pezzi dello Stato che non riescono a fare rispettare la legge e le regole del vivere civile.
Come ci debbono umiliare ancora prima di vedere gli interventi risolutivi. L’autunno è alla porte e si aspettano le prime piogge che si abbatteranno anche sulle discariche aumentandone le pericolosità attraverso l’inquinamento delle falde acquifere. La salute pubblica è minacciata, ci uccidono e siccome non possiamo farci giustizia da soli, deve pensarci lo Stato con le sue istituzioni presenti nel territorio. Il nostro è territorio italiano o cosa?
Gli scatti pubblicati mostrano lo stato dell’arte di oggi lungo il muro perimetrale del cimitero di Favara. Un’azione che si commenta da sola e la dice lunga sulle qualità personali di chi compie simili atti.
In Italia, comunque, è risaputo che le forme superano abbondantemente la sostanza e queste discariche abusive in teoria possono anche non esistere se non c’è da parte di chi ne ha l’interesse il classico pezzo di carta che ne testimonia l’esistenza. Ci vogliono le carte. Le carte dei Comuni che denunciano la presenza di discariche lungo le strade di competenza dell’Anas, la carte dell’Asp che dichiari la pericolosità del fenomeno, le carte e sempre le carte.
Carte, maledette carte. Intanto, viviamo umiliati da esseri incivili che andrebbero infilati in una astronave e spediti su un altro pianeta.











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