Gli undici Consiglieri comunali firmatari della mozione di Sfiducia hanno convocato, oggi pomeriggio al palazzo di città, la stampa per spiegare le ragioni della sfiducia, per le quali sono convinti di andare avanti fino alla fine.

Presenti in conferenza stampa i consiglieri comunali Calogero Pirrera, Vito Maglio, Giuseppe Sorce, Rosanna Castronovo, Marilì Chiapparo, Sergio Caramazza, Carmelo Sanfratello, Massimo Liotta, Carmelo Costa, ognuno di loro ha spiegato le ragioni della loro ferma decisone.

Hanno esposto una onesta analisi sull’attività amministrativa degli ultimi tre anni, ne più e ne meno di come la pensano molti loro concittadini. Già nell’aprile scorso il gruppo consiliare misto aveva deciso di togliere la fiducia alla sindaca Alba, adesso la ripropongono con i sette loro colleghi del M5s.

Impossibile, dicevamo, contestare le argomentazioni esposte in conferenza stampa, ovviamente, la scelta cade sul concedere altro credito o di chiudere prima di subito l’attuale esperienza politica. Marilì Chiapparo ha esposto, nei minimi particolari, le promesse tradite, Carmelo Sanfratello ha parlato degli innumerevoli tentativi, andati falliti, per cambiare rotta. Ovviamente, raccontiamo in estrema sintesi ciò che un po’ ovunque si ascolta, tra l’altro, in città.

Sono undici i firmatari della proposta di sfiducia che per essere approvata deve essere votata favorevolmente da 16 consiglieri comunali. Agli undici, dunque, dovrebbero aggiungersi altri cinque loro colleghi. Altri cinque che negli ultimi tre anni hanno detto tutto il male del mondo sull’amministrazione della città e che ora hanno l’occasione buona per azzerare tutto.

Sarà approvata o non si arriverà al numero necessario? Sfiduciare la sindaca sarà un bene o un male per la città? Sono domande alle quali può rispondere solo il tempo galantuomo.

Oggi, sette coraggiosi consiglieri del M5s rischiano, per portare avanti le loro idee con coraggio, di essere allontanati dal movimento e quattro consiglieri del gruppo misto hanno mostrato coerenza e determinazione nelle loro scelte. Tutti e undici non hanno nulla da guadagnare, fatto eccezionale in politica, dove non si muove foglia se non c’è una contropartita.