Stiamo dimostrando di sapere operare insieme per superare l’attuale difficile periodo. Strano a dirsi stiamo più vicini adesso, chiusi nelle nostre case, protesi a superare la crisi e gli altri problemi, rispetto a prima in assoluta libertà.
Noi favaresi dimostriamo, ancora una volta, il nostro senso di appartenenza, aiutati in questo momento dai parroci. Don Giuseppe D’Oriente, l’arciprete, è stato presente e ci ha confortati, così come gli altri sacerdoti che sono entrati nelle nostre abitazioni attraverso i social, tutti i giorni.
Scrive il nostro collega Giuseppe Piscopo su MalgratoTutto: “Favara, come nel resto d’Italia e anche in tante parti del Mondo, il Calvario cittadino per la prima volta resta senza il Cristo in Croce. I parroci della cittadina chiaramontana, grazie al supporto tecnico di Siciliaonpress, hanno organizzato i momenti di riflessione, legati alle 14 stazioni, rimanendo nelle rispettive Chiese, a distanza tra loro ma uniti via web con la città.”
Noi, dal canto nostro, siamo grati a don Giuseppe D’Oriente, don Marco Damanti, don Calogero Lo Bello, don Diego Acquisto, don Michele Termine, padre John Ukwenya per essere stati nostri ospiti nella celebrazione della Via Crucis di oggi.
Insieme operano le associazioni di volontariato senza risparmiarsi nell’aiutare le famiglie che vivono in ristrettezze economiche a causa delle misure del Governo nella lotta al contagio.
Per quanto ci riguarda anche il rapporto tra la stampa e la sindaca, Anna Alba, è improntato ad una maggiore collaborazione, specie sull’argomento solidarietà.
Ce la faremo! Quando la crisi sarà superata, saremo cittadini, più esigenti e più virtuosi, ce lo auguriamo tutti.
E’ una Pasqua assolutamente inusuale questa che ci apprestiamo a vivere. Diversa, ma sentita che tutta la nostra redazione vi augura ricca di pace e di gioia.











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