Mentre le aziende fondano la loro penetrazione nel marcato attraverso il raggiungimento della cosiddetta “soddisfazione del cliente”, a Favara Poste Italiane dall’inizio del periodo Covid 19 ce la sta mettendo tutta per arrivare al massimo della loro insoddisfazione.
Dell’argomento ne abbiamo parlato già in precedenza e la stessa sindaca della città, Anna Alba, ha scritto un documento di protesta all’azienda, senza alcun risultato. Poste italiane non sente o fa finta di non sentire la protesta di tanti cittadini costretti a lunghe file ed a estenuanti attese sotto il sole estivo per accedere allo sportello.
Il problema nasce per la chiusura, ormai da circa quattro mesi, della succursale numero due. In pratica, si è iniziato il periodo Coronavirus e contemporaneamente è stata chiusa la succursale, provocando uno scontato maggiore flusso di clienti nella sede centrale e nella succursale uno. Inevitabile, dicevamo, il risultato: gente sotto il sole, accampata in auto in attesa del proprio turno. Un fatto inqualificabile. Poste Italiane ha risolto il problema dell’assembramento, lasciando le persone fuori dai propri locali. Roba da non crederci, ma così è.
Nulla è imputabile agli impiegati, fanno il loro lavoro. Il problema non sono gli impiegati, ma gli sportelli ridotti in numero a causa della chiusura di una succursale.
Intanto, Poste Italiane ignora i pesanti disagi, gli assembramenti, le note di protesta dell’amministrazione comunale, la stampa. La succursale due rimane chiusa.
E la tanto decantata “soddisfazione del cliente”? La soddisfazione si legge direttamente nelle facce dei clienti abbronzate sotto il sole estivo in attesa del turno. Oggi pomeriggio si è attivato il servizio della prenotazione online, una soluzione per chi ha dimestichezza con il web, certamente non lo è per la stragrande maggioranza di chi si reca alle poste, fatta di pensionati, comunque, di anziani. Poi c’è da mettere in conto che il servizio di prenotazione online ha numeri contenuti in determinati orari. Agevola, ma non è la soluzione al problema.
Ora, tornando alle lunghe attese scomodamente per strada, appare impensabile che una delle più importanti aziende nazionali possa destinare un simile trattamento ai propri clienti ed è più accettabile ipotizzare al piccolo ingranaggio della potente macchina, alla solita vite che non funziona e butta a mare l’immagine del colosso.











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