E’ stata, questa che si chiude, la settimana del rumore politico del centrodestra, iniziatosi con l’uscita, quasi a sorpresa, di una componente con la candidatura di Peppe Infurna, alla quale è seguita la presa di distanza dell’altra anima dello schieramento.
FdI, “Noi per”, la Lega, Diventerà Bellissima e un gruppo di politici locali che hanno come riferimento l’on. Di Mauro hanno fatto la fuga in avanti con l’ufficializzazione della candidatura di Infurna; non hanno gradito Forza Italia, “Cambio passo” e l’altra componente di Mauro.
A determinare la frattura sono stati essenzialmente due motivi: il primo e il più importante la presentazione della candidatura che non sarebbe maturata all’interno di tutto il centrodestra e l’aver anteposto i programmi alla scelta del candidato. Alcuni lamentano, ancora, l’eccessiva “ingerenza” della deputazioni che avrebbe ristretto la possibilità decisionale della politica locale.
Ovviamente, continuano a ragionare per ricomporre la crisi e presentarsi uniti all’elettorato. Sul particolare argomento ci ritorneremo tra qualche giorno, quando ci sarà più chiarezza.
Per i favaresi ciò che accade è grasso che cola. E’ un vantaggio per gli elettori conoscere i nomi dei candidati a sindaco già cinque mesi prima delle votazioni e le stesse citate “ingerenze” della deputazione si traducono in un loro futuro impegno a sostenere, nei prossimi anni, Favara nella crescita economica e sociale. Tra i deputati più conosciuti a Favara c’è Roberto Di Mauro che a sua volta è un grande conoscitore della città e dei favaresi. Di Mauro sa che la stragrande di cittadini vive l’orgoglio favarese, di chi ha iniziato da meno 15 ed è arrivato a 100. Figli di operai, di contadini che senza la protezione del potentato politico sono diventati professionisti, imprenditori, donne e uomini impegnati in diverse attività, tutti apprezzati per le loro grandi capacità. Siamo, io tra questi, figli di zolfatai abituati a scavare lo zolfo e a caricarselo sulle spalle, orgogliosamente sporchi della polvere di lavoro onesto che li ricopre. E sono proprio i più sporchi della polvere del lavoro quelli che dovrebbero affollare la politica e a renderla finalmente onorevole.
Prima di Di Mauro, ma molto prima, sono gli stessi favaresi a stimarsi reciprocamente e a fare fronte comune per il miglioramento della qualità di vita della città. Mentre, i scarsi risultati raggiunti fino adesso sono quasi del tutto da addebitare alla politica locale e regionale.
Si sta provando una nuova esperienza che si inizia con notevole anticipo rispetto alle elezioni autunnali. C’è tutto il tempo per ragionare e convincere sulla bontà dei programmi e sulle qualità amministrative del candidato, fatto questo di significativa importanza per scommettere sulla vittoria di Favara sulle eterne problematiche cittadine.
Favara, il centrodestra alla ricerca dell’unità perduta











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