“Abbiamo superato la portata di conferimento presso la discarica di Traina. Il Comune ha chiesto alla Regione l’individuazione di altri siti, ma dallo scorso giorno 12 luglio non abbiamo ricevuto, alcuna risposta, se non una nota indirizzata a tutte le amministrazioni comunali per sensibilizzare i cittadini sulla differenziata”.

A parlare è l’assessore comunale, Maria Laura Maggiore e la notizia è delle peggiori perché salta qualsiasi previsione di liberare Favara, dopo oltre un mese, dai rifiuti in piena estate e con 238 persone contagiate dal Covid.

La Regione, intanto, suggerisce ai Comuni, Favara compreso, di sensibilizzare la gente ad un migliore conferimento differenziato. Come dire che la città grida di annegare e la Regione suggerisce di bere piano.

E, in questa occasione, l’amministrazione ha informato per tempo l’assessorato regionale sulla necessità di conferire in discarica, a causa dell’emergenza dovuta allo sciopero dei netturbini, una maggiore portata e, nello stesso tempo l’individuazione di altri siti, con una nota datata 12 luglio alla quale, dicevamo, non è seguita alcuna risposta.

La situazione è di altissimo allarme. Meglio, in qualsiasi altra realtà sarebbe di altissimo allarme, mentre a Favara la si vive quasi nella normalità della vita quotidiana. La gente non può tenere i rifiuti a casa e li butta per strada. Le montagne di spazzatura superano in quantità la portata di conferimento in discarica. Il Comune scrive alla Regione perché individui altre discariche, quest’ultima, a dire dell’assessore Maggiore, non risponde. l’unica voce di protesta e quella di un gruppo di donne che coraggiosamente fa sentire la voce di protesta sul totale degrado cittadino, mentre la politica continua a fare la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative.

Uno della vicina Agrigento, avrei potuto capirlo se si fosse trattato di un milanese o di un fiorentino, passa con la macchina e mi grida dal finestrino: “Ma Favara che paese è?”

E’ un paese abbandonato a se stesso da sempre, diventato un brutto esempio per tutti, dove la gente ha raggiunto il massimo di una ingiustificabile paradossale rassegnazione. E a proposito di brutto esempio, il primo è il più micidiale arriva dalla politica locale e regionale. Non si salvano le istituzioni responsabili della salute pubblica che, a questo punto, dovrebbero segnalare l’allarme rosso e intervenire con ogni mezzo. E un altro buono esempio per i cittadini sarebbe l’individuazione di tutti i responsabili che hanno determinato il disastro della città, per smontare il maledetto concetto che tanto non accade nulla “ché munnu è e munnu è statu”.

Liberare Favara dai rifiuti non è un’impresa titanica, basterebbe un solo intervento per liberare la città in un giorno e non di più, in modo da rientrare nella normalità.

Nulla può essere imputabile alle ditte che raccolgono, ma non sanno dove conferire.