L’ 11 agosto si è tenuto presso la sala giunta del Comune di Naro un fruttuoso incontro tra il Sindaco on. Maria Grazia E. Brandara e il Prof. Calogero Saverio Vinciguerra.
Mediante una convenzione, sta nascendo una collaborazione tra la Città di Naro e l’Accademia di Belle Arti di Firenze destinata a sviluppare dei progetti culturali legati al territorio e alla sua valorizzazione. Il sindaco è già da tempo attivo nell’esprimere un profondo amore per la propria città e la sua storia che si concretizza in questa ulteriore iniziativa; il Prof. Vinciguerra è invece docente di Metodologie della Pittura presso la stessa Accademia e, oltre alla professione artistica e all’insegnamento accademico, negli ultimi anni ha condotto approfondite ricerche sulla famiglia Chiaramonte, così importante anche per la storia di Naro, e su altre inedite quanto incisive vicende della Sicilia.
Nell’incontro si è reso palese il fine di creare un Centro Studi dedicato alla famiglia Chiaramonte, anche sulla base della volontà dell’Amministrazione Comunale di dar vita nel proprio territorio a una struttura di presidio e di ricerca storica e di diffusione culturale. Nella istituzione del Centro – che, si spera, possa assumere l’identità di una Fondazione – avrà un ruolo significativo Loretta Dolcini, storico dell’arte con un lungo curriculum all’interno di prestigiose istituzioni nazionali e con la quale già da tempo Vinciguerra ha stabilito un sodalizio di studi e pubblicazioni.
L’incontro è nato da una visione condivisa della improrogabile necessità di rivalutare tutto quello che riguarda il fecondo trascorso delle vicende della magnifica famiglia Chiaramonte, che alla luce di nuove scoperte sembrerebbe riconducibile ad una delle casate più antiche della nobiltà catalana, giunta in Sicilia negli anni del Vespro, e portatrice di uno sviluppo culturale che alla fine del Duecento risultava tra i più raffinati e splendidi d’Europa. Un ramo della dinastia nel corso del Trecento si identificherà irreversibilmente con le vicende del Regno di Trinacria, trasformandosi rapidamente nel nucleo politico detentore del maggior potere.
Durante l’incontro, svoltosi alla presenza di Giovanni Ferraro dell’ufficio cultura del Comune, è stato concordato un motto a simbolo del progetto: “Naro parla Chiaramontano”. La finalità della Fondazione sarà quella di promuovere una progressiva raccolta di dati e di studi, tramite una rinnovata, coerente metodologia, anche in collaborazione con altre istituzioni, che contribuisca a ri-delineare il complesso e vasto portato di questa famiglia, in gran parte distorto da devianze storiografiche e da fattori politici e religiosi che nei secoli hanno determinato prima una sorta di damnatio memoriae e, a seguire, importanti, a volte irreversibili errori di valutazione, anche sul bilancio delle vastissime conseguenze storico artistiche. E’ previsto anche un coinvolgimento collettivo, pubblico e privato, nei confronti di una urgente campagna di conservazione e restauri del prezioso patrimonio, in parte noto, in parte da riscoprire.