Vince Palumbo ma non il suo schieramento che conterà nell’aula Falcone Borsellino solo 3 consiglieri comunali su 24.
L’elettorato si è, praticamente, convinto sulla persona e sul suo programma “Beni comuni” frutto di incontri che si sono iniziati molti mesi prima dell’appuntamento con il voto.
Antonio Palumbo ex segretario provinciale del partito della Rifondazione comunista e con esperienza di consigliere comunale, al di la, di qualsiasi previsione ha superato, nei due turni elettorali, i candidati del centrodestra, forti di numerose liste per il consiglio comunale e del, conseguente, voto di trascinamento.
Ed è stato, proprio, il fallimento del voto di trascinamento che a Favara si è tradotto in voto disgiunto a determinare la vittoria di Antonio Palumbo.
L’elettore favarese ha accettato l’invito a votare il consigliere comunale amico o parente, ma ha preteso di essere libero nella scelta del sindaco. Ininfluente, a mio parere, è stata la presenza della deputazione regionale da sinistra a destra passando per il centro, anzi non è escluso che abbia alimentato il voto di protesta verso il governo regionale, danneggiando il candidato sostenuto dalla stessa. Ovviamente un centrodestra unito e non diviso avrebbe potuto scrivere un finale diverso della storia.
Palumbo vince e si chiude una campagna elettorale che ha offerto buone scelte all’elettorato con gli altri candidati a sindaco, Infurna e Montaperto, e il risultato di un consiglio comunale formato, in buona parte, da competenti.











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