Gli operatori ecologici di Favara non ricevono lo stipendio da tre mesi, mentre la quarta mensilità maturerà tra pochi giorni.
Il ritardato pagamento è un fatto che si ripete continuamente da anni, destinato a trovare la soluzione quando la politica renderà accettabile la Tari, la tariffa sui rifiuti. Una situazione paradossale con consiglieri comunali e amministrazione che avrebbero dovuto già ieri aprire il libro dei costi e modificare il regolamento del servizio, dove si può, per rendere più giusta la tariffa, con i cittadini in seria difficoltà per pagare la Tari e con i netturbini che alla fine della fiera sono i più penalizzati dal perditempo.
Adesso ci risiamo, dopo aver aspettato quattro mesi con il malumore al loro massimo prospettano di iniziare lo sciopero, non il primo, ad oltranza fin quando non riceveranno il giusto pagamento delle loro spettanze.
Al momento, lo sciopero è scongiurato per il buonsenso e per il sacrificio dei lavoratori e perché il sindaco, Antonio Palumbo, sta cercando di pagare una parte degli arretrati. “Prima di pagare quello che si può – ci dice il sindaco di Favara – devo confrontarmi con gli operatori ecologici e i rappresentanti del raggruppamento di imprese che gestisce il servizio di ecologia in città, così come è stato fatto nella precedente occasione copriremo una parte degli arretrati, mentre si è messa in moto la macchina per incassare la Tari”.
Forse e il forse è grande quanto una montagna, lo sciopero sarà, almeno al momento, scongiurato.
Rimangono non chiare le ragioni del paradosso, quando in una realtà normale, Favara non lo è, i sindacati dovrebbero tempestivamente agire contro le ditte a difesa del diritto sacrosanto dei lavoratori ad essere remunerati regolarmente, a loro volta i datori di lavoro dovrebbero agire contro il Comune per difendere il loro diritto al pagamento del servizio. Manco a dirlo, a Favara non accade nulla di tutto ciò con il Comune che paga quando incassa la Tari o i trasferimenti finanziari regionali, con le ditte che pagano gli stipendi dopo il saldo delle loro fatture, gli amministratori e i consiglieri che pensano di mettere le mani al regolamento Tari e perdono tempo e la stragrande maggioranza di cittadini che non paga, in una storia infinita che si interromperebbe semplicemente se nel gioco delle parti ognuna rispettasse la sua ad iniziare dalle vertenze sindacali e alle azioni legali dei datori di lavoro contro il Comune, allora si che vedremmo gli inquilini del Palazzo Comunale mettersi le ali ai piedi per meglio regolamentare il servizio di ecologia, rendendo giusta la Tari.











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