Fra Giuseppe Maggiore è stato il frate guardiano del Convento di Favara e responsabile della Tenda del Padre Ambramo. Adesso da tre anni vive nella stazione ferroviaria di Messina.
“È da tre anni – dice in una intervista alla Gazzetta del Sud online – che non mangio più la sera con i frati e quando arrivo in convento sono stanchissimo, ma di una stanchezza gratificante, di una stanchezza che diventa veramente un qualcosa di bello, di crescita per me stesso. Io se dovessi rifare di nuovo la scelta la rifarei nuovamente, mi rifarei frate non una volta ma 10.000 volte”.
Fra Giuseppe vive in stazione per aiutare gli ultimi che hanno scelto per la loro casa quel luogo.
“Noi frati – continua – siamo una presenza fissa, non è tanto il panino che distribuiamo ma il sorriso, l’ascolto, l’essere vicino, essere punto di riferimento perché il pane alla fine te lo dà chiunque. A Messina non si muore di fame, c’è tanta gente che veramente è generosa e se entrano in un bar qualcosa la ricevono”.
Sta con gli abbandonati e i disperati per offrire loro momenti diversi e la sensazione di essere pensati e cercati.
Una missione che sperimentò anche a Favara con la Tenda del padre Abramo e i migranti ospiti del Convento.
Tra mille sacrifici e difficoltà continua la strada, a Favara come a Messina “dell’ultimo è un pari” a volte anche non compreso dagli stessi che ultimi non sono.











Commenti
I commenti sono chiusi. Hai una segnalazione, una precisazione o una smentita? Scrivi alla redazione.