Ciao Pepè, per te è arrivato il momento di ritornare alla casa del Padre.
La tua vita è stata un dono, assieme a tua moglie Melina, vi siete spesi con generosità al servizio del Vangelo e della Chiesa, nella piena fedeltà allo spirito del Concilio Vaticano II.
Per primo, nella Favara degli anni ‘80, hai spinto la Chiesa locale ad aprirsi al laicato costituito, attraverso i Consigli Pastorali Parrocchiali e soprattutto con la nascita del Consiglio Pastorale Cittadino: una novità anche per l’intera diocesi di Agrigento.
Hai saputo coniugare la quotidianità con l’eccezionalità della testimonianza cristiana, facendoti guida, fratello e compagno di cammino per tante persone, soprattutto per i giovani fidanzati. Assieme a Melina e ad altre coppie di sposi, avete istituito un organo cittadino comune, in collaborazione con i parroci, per la preparazione al sacramento del matrimonio.
In te, molti hanno trovato un esempio concreto di amore vissuto nella verità, di fede radicata nella Parola e di speranza che sa guardare lontano. La tua parola era sempre mite ma incisiva, capace di aprire cuori e coscienze; il tuo ascolto era attento, mai frettoloso, sempre pronto ad accogliere senza giudicare. E come dimenticare l’impegno fattivo nel sociale verso gli ultimi?
Sei stato un iniziatore, un seminatore di futuro: nel Consiglio Pastorale Cittadino, nei percorsi di preparazione al Matrimonio e nei momenti di preghiera e formazione ecclesiale, hai lasciato un’impronta profonda, che continua a vivere nel cuore della nostra comunità.
Ora che il Signore ti ha chiamato a Sé, ci consola sapere che il tuo servizio non è stato vano. La tua eredità spirituale resta viva in ciascuno di noi, come fermento che continua a operare, come luce che ancora illumina il nostro cammino.
Grazie, Pepè, per tutto ciò che sei stato. Affidiamo la tua anima alla misericordia del Padre, certi che il tuo sorriso continuerà ad accompagnarci, mentre camminiamo ancora sulle strade che tu hai contribuito a tracciare.
“Servitore buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore.” (Mt 25,21)











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