Circa quarant’anni fa il Comune di Agrigento ha asfaltato e ha espropriato alcuni terreni per realizzare al meglio la strada che collega la Ss 115 con la strada provinciale 71.
Agrigento ha speso soldi su una strada interpoderale, ma sull’argomento ci torniamo tra un pò.
Per meglio intenderci, e’ un tratto di 1,3 chilometri che collega la statale Agrigento Licata con la provinciale che porta a Zingarello e nella riserva naturale di Punta Bianca.
1.300 metri di percorso che se utilizzabile scaricherebbe il traffico automobilistico su Villaggio Mosè e sul viale Cannatello, percorso attualmente utilizzato obbligatoriamente da chi deve raggiungere Zingarello, Contrada Cipuddruzzi, Punta Bianca.
Dal suo inizio dalla parte che da sulla ss 115 è ad un centinaio di metri dal bivio per Naro, mentre termina vicino alla strada che porta alla riserva naturale. 

Recentemente la strada “interpoderale” è stata denominata Viale Punta Bianca. Sarebbe stato logico chiamarla regia trazzera.
Torniamo sull’argomento della spesa del Comune di Agrigento per la realizzazione della strada.
Ora, se un Comune paga, come nel nostro caso, per la realizzazione di una strada interpoderale o vicinale, questa pur essendo inizialmente di proprietà privata, di fatto e’ considerata ad uso pubblico e il Comune si assume la responsabilità della sua gestione.
“In pratica, se la strada è utilizzata da una collettività indeterminata di persone e soddisfa un interesse pubblico, il Comune potrebbe essere tenuto a contribuire alle spese e alla manutenzione.”
Ancora: “Se la strada interpoderale è utilizzata da una vasta cerchia di persone e ha una funzione di collegamento importante per la comunità, può essere assimilata a una strada comunale, e il comune è tenuto a garantire la sua manutenzione.”
Nel caso specifico c’è di più perché, dicevamo, circa quarant’anni fa il Comune di Agrigento ha asfaltato, espropriato e realizzato il collegamento stradale.
“In caso di incidenti o danni causati dalla strada, il Comune potrebbe essere ritenuto responsabile se la strada è ad uso pubblico o se il comune ha contribuito alla sua manutenzione.”
Il paradosso non è limitato all’abbandono della strada che nei decenni si è consumata per il transito civile, agricolo e anche dai mezzi pesanti dell’Esercito per raggiungere il poligono di tiro di Drasi. C’è un altro grande paradosso.
Le importanti aziende agricole del luogo fiore all’occhiello dell’economia locale, costituiscono nel 2013 un’associazione denominata “Associazione Agricola Mare Terra”. Nome indovinato in ragione del fatto che i mille e trecento metri collegano l’entroterra con il mare.
L’Associazione inizia già nel 2013 a cercare finanziamenti regionali per ripristinare il collegamento che tra tante difficoltà ottiene il 18 settembre del 2023. 
A finanziare è il Dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, PSR 2014/2020 – Sottomisura 4.3.1 Viabilità interaziendale e strade rurali per l’accesso ai terreni agricoli e forestali; l’importo della spesa complessiva è di euro 669.722,74.
I lavori dovevano essere completati entro il 30 giugno scorso, manco a dirlo, alla data non sono neppure iniziati perché dopo aver ottenuto il finanziamento l’Associazione Terra Mare chiede una perizia di variante che la Regione approva il 3 marzo scorso, mentre invariata resta la data del completamento dei lavori che, dicevamo, è stata fissata al 30 giugno 2025.
Tre mesi di tempo, troppo poco o , comunque, risicato rispetto ai rapporti con le banche, agli adempimenti burocratici e agli effettivi lavori da eseguire.
L’associazione delle aziende agricole ha chiesto una proroga al prossimo mese di settembre che non è stata concessa. Risultato: il finanziamento non c’è più.
E’ una sorta di lotta tra la forma e la sostanza, dove a vincere di gran lunga è sempre la forma sulla sostanza. Due, tre mesi di tempo di proroga negata vincono sulla significativa necessità di utilizzare l’importante strada vitale per le aziende agricole, per il turismo verso la riserva di Punta Bianca e per migliorare i collegamenti con la frazione balneare di Zingarello e le sue contrade.
Le aziende agricole hanno fatto quello che hanno potuto, nulla ha fatto in quarant’anni l’amministrazione comunale di Agrigento interessata tanto quanto e forse di più alla percorribilità del Viale Punta Bianca.
Dovrebbe il sindaco di Agrigento, Franco Micciché, almeno preoccuparsi di convocare i componenti dell’associazione “Terra Mare”, assieme al suo collega di Palma di Montechiaro, poiché molte aziende sono gestite da sui concittadini, e al sindaco di Naro, perchè alla sua città si apre la via breve sulla costa agrigentina.
Gli scatti pubblicati da soli raccontano il degrado e la pericolosità della strada, non dicono cosa ha dovuto patire l’autore delle foto nel percorrere i 1.300 metri.
Per rimediare, per dare la svolta al di là delle parole e delle promesse della politica ci vogliono i fatti e potrebbe essere un fatto concreto la “dovuta” convocazione degli agricoltori da parte del sindaco di Agrigento per salvare il finanziamento regionale.











Commenti
I commenti sono chiusi. Hai una segnalazione, una precisazione o una smentita? Scrivi alla redazione.