“Prima di parlare, sarebbe opportuno informarsi”- sbotta Salvatore Di Bennardo, sindaco di San Biagio Platani e presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’AICA.

Il riferimento è ai consiglieri comunale di Sciacca, Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, i quali avevano formalmente richiesto l’annullamento in autotutela della delibera di nomina del nuovo CdA dell’Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini (AICA).

Di tale richiesta, il nostro quotidiano online ne ha dato informazione con l’articolo che si può leggere cliccando su questo link.

La replica di Salvatore Di Bennardo

Adesso c’è la replica del presidente dell’Assemblea dei Sindaci AICA, il quale afferma: “Siamo all’ennesima polemica costruita su presupposti sbagliati”.

“Non siamo davanti a un bando truccato, come qualcuno insinua, ma a una procedura limpida, finalizzata a individuare professionalità serie e competenti. I candidati selezionati possiedono tutti i requisiti richiesti, e soprattutto non devono rispondere a logiche clientelari. Forse è questo che dà fastidio” -continua Di Bennardo.

“Vorrei ricordare che questa nomina è il frutto di un lavoro lungo, faticoso e straordinariamente impegnativo portato avanti da tutti i sindaci di AICA. In un contesto già complicato dalla situazione strutturale e gestionale dell’acqua in provincia, i sindaci hanno lavorato con serietà, sacrificio e spirito di responsabilità per dare finalmente all’azienda una guida stabile e competente. È irrispettoso – per non dire offensivo – liquidare questo sforzo con accuse gratuite e insinuazioni prive di fondamento”- afferma inoltre il presidente dell’assemblea dei sindaci .

La natura delle competenze del CdA

Indi, chiarisce la natura delle competenze richieste per amministrare l’Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini: “Chi guida AICA deve saper gestire risorse economiche, evitare contenziosi legali, redigere piani industriali, coordinare con gli uffici tecnici ma anche e soprattutto con quelli legali, finanziari e amministrativi. Servono figure manageriali, non capi ufficio tecnici travestiti da amministratori”.

E chiarisce ulteriormente: “Se qualcuno pensa che per salvare il sistema idrico agrigentino basti installare due valvole, temo che non abbia capito in che epoca viviamo, vive fuori dal tempo. AICA non è uno studio tecnico, ma un’azienda pubblica con responsabilità finanziarie, normative e strategiche enormi. Serve capacità di lettura dei bilanci, conoscenza della finanza pubblica, dimestichezza con i bandi europei, visione gestionale e solidità amministrativa. Ridurre tutto a una questione di ‘tecnici dell’acqua’ è semplicemente ridicolo”.

Conferibilità dell’incarico all’ing. Puma

Sulla nomina dell’ingegner Francesco Puma, dirigente comunale, oggi in pensione, il presidente precisa: “L’ingegnere Puma è stato nominato a titolo assolutamente gratuito, nel pieno rispetto della legge. È paradossale che si attacchi chi mette la propria esperienza al servizio della collettività senza chiedere nulla in cambio. Il tentativo di strumentalizzare la sua posizione è squalificante”.

E, dal punto di vista giuridico-amministrativo, spiega: “Il ruolo di consigliere di amministrazione non rientra automaticamente tra gli incarichi vietati o soggetti al limite di un anno, purché: a)-l’incarico sia a titolo gratuito; b)-il consigliere non eserciti funzioni gestionali o dirigenziali operative (cioè non sia, ad esempio, presidente con poteri esecutivi o amministratore delegato);c) la nomina sia formalmente deliberata nel rispetto dello statuto dell’ente”.

Salvatore Di Bennardo spiega inoltre che “la Corte dei Conti lo ha chiarito più volte: il divieto triennale riguarda incarichi retribuiti di natura dirigenziale o tecnico-consulenziale, non quelli di tipo onorifico o amministrativo se gratuiti e privi di deleghe operative.”

Infondatezza delle accuse

Infine, stigmatizza che “lanciare accuse infondate per creare sospetti, senza prima informarsi, è una forma grave di irresponsabilità istituzionale”.

E conclude: “Chi ha davvero a cuore il futuro del servizio idrico agrigentino dovrebbe rimboccarsi le maniche e smetterla di seminare discredito, perché chi non sa, dovrebbe almeno avere l’umiltà di informarsi prima di parlare”.