Favara ha vissuto oggi uno dei momenti più intensi e dolorosi della sua storia recente. La comunità si è stretta attorno alla famiglia di Marianna Bello,

La Chiesa Madre di Favara non è riuscita a contenere la folla accorsa per le esequie. Centinaia di persone hanno affollato anche piazza Vespri, dove altoparlanti hanno trasmesso la funzione religiosa.

Un silenzio rispettoso e carico di emozione ha accompagnato ogni momento della cerimonia, officiata dall’arcivescovo di Agrigento, Mons. Alessandro Damiano. Nel suo messaggio iniziale, Mons. Damiano ha ricordato che “la vita non è tolta, ma trasformata”, sottolineando come la fede possa offrire conforto anche nei momenti più bui. “Questo grido, Dio lo ha accolto e ce lo restituisce questo pomeriggio”, ha detto, riferendosi al dolore della comunità.

Alla cerimonia hanno partecipato quasi tutti i sindaci della provincia di Agrigento, con in testa il primo cittadino di Favara, Antonio Palumbo, che ha proclamato il lutto cittadino come segno di vicinanza ai familiari. La presidente del consiglio comunale Miriam Mignemi, gli assessori e i consiglieri comunali di Favara.

Presenti anche rappresentanze di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e associazioni di volontariato. Il vice prefetto aggiunto Antonino Volpe ha presenziato in rappresentanza del Prefetto Salvatore Caccamo, impossibilitato a partecipare. Al termine della funzione, un lungo e commosso applauso scandito dai rintocchi di campana delle. Chiese di Favara ha accompagnato l’uscita del feretro.

Un rosario di palloncini bianchi e rosa intenso è stato liberato in cielo, simbolo di un’anima che ora vola libera.

Il sindaco Palumbo aveva espresso sui social il dolore dell’intera città: “Non possiamo gioire, nemmeno dopo oltre due settimane di ricerche… Marianna non potrà più riabbracciare i suoi bambini e la sua famiglia. Adesso è solo il momento del silenzio e del dolore”.

Favara ha vissuto oggi un momento di profonda unità e dolore. Il ricordo di Marianna Bello resterà impresso nel cuore di chi l’ha conosciuta e di chi, anche solo per un istante, ha condiviso l’angoscia della sua scomparsa. La città si è fermata, non solo per dirle addio, ma per promettere che la sua memoria continuerà a vivere.

Per le foto si ringrazia Giuseppe Vitello, presidente AIDO comunale