Un esposto per omicidio colposo della moglie, Marianna Bello, è stato depositato da Renato Salamone, marito della donna, rappresentato e difeso dall’avvocato Salvatore Cusumano, presso la tenenza dei carabinieri di Favara.
L’esposto è indirizzato al procuratore della repubblica di Agrigento ed è finalizzato ad accertare eventuali responsabilità derivanti dalla “errata emissione di allerta da parte della Protezione Civile Regionale” e dalle “gravissime omissioni nella custodia e manutenzione del convogliatore idraulico sito nella Piazza della Libertà in quel di Favara (AG)”.
Marianna Bello, 38 anni, madre di tre figli (rispettivamente di 9,6 e 3 anni), è stata travolta dalle piogge alluvionali nella mattinata del primo ottobre scorso -dopo aver accompagnato i figli a scuola- ed è scomparsa, portata via dalle acque, e ritrovata in un canneto solo dopo 18 giorni di intense e accurate ricerche.
Ma si poteva salvare?
Se fosse stata diramato un avviso di allerta rossa anziché gialla dal dipartimento regionale della protezione civile, la donna sarebbe uscita di casa per accompagnare i figli a scuola?
Non sarebbe uscita, sicuramente. Perché, peraltro, le scuole -in costanza di allerta rossa- sarebbero state chiuse.
Non solo. Se il Comune di Favara avesse tenuto in ottimali condizioni di custodia e manutenzione il convogliatore idraulico di piazza della Libertà, le cose sarebbero andate diversamente?
Nell’esposto depositato, viene rilevato testualmente che Marianna Bello “veniva travolta ed inghiottita dal collettore per le acque bianche. Un collettore che, su cinque griglie di trattenimento, ne aveva chiuse solo 3 e proprio in una di quelle due aperte Marianna veniva ingoiata”.
“Fa strano e sembra realmente una beffa” -prosegue l’esposto- “ recarsi oggi sui luoghi e trovare tutte e cinque le griglie chiuse ancorate alla struttura muraria dai relativi chiavistelli. Se le griglie del convogliatore giorno 1 ottobre fossero state chiuse come le lo sono tutt’oggi non saremmo qui con il presente esposto a dover chiedere giustizia per Marianna, per il marito e per i tre figli minori”.
L’esposto è stato presentato e saranno quasi certamente aperte le relative indagini.
L’avvocato Salvatore Cusumano, noto penalista del foro di Agrigento, con studio a Favara, è il legale di fiducia della sfortunata famiglia che ha avuto la sventura di perdere Marianna.











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