Miriam Indelicato, Giuseppe Lentini, Mariano Lombardo, Paolo Dalli Cardillo, Antonio Cipolla.
Per rispondere alle accuse senza senso di Palumbo, facciamo un po’ di ordine:
Ad oggi è stato l’attuale Consiglio Comunale ad aver approvato tutti gli strumenti finanziari necessari ed utili all’uscita dal dissesto finanziario dell’Ente con il relativo sblocco di finanziamenti e alla stabilizzazione del personale precario, in tempi ristretti se non inesistenti e con la propria responsabilità malgrado posizioni e ideologie politiche differenti, ma il Sindaco Palumbo non lo ha mai riconosciuto.
L’opposizione e spesso anche unitamente alla maggioranza ha approvato numerosi provvedimenti, Regolamenti e mozioni, per citarne ancora una volta alcuni:- Regolamento per la concessione in uso di ville e giardini comunali”, -Regolamento di Videosorveglianza,- Mozione per ridurre almeno del 50% la tassa per i diritti di segreteria, -Mozione per introdurre nel centro storico le strisce rosa per le donne in gravidanza, -Mozione di sfiducia all’Assessore ai lavori pubblici,( poi addirittura promosso a Vice Sindaco) e tante altre proposte mai applicate dall’Amministrazione, con conseguenti mancate entrate per le casse comunali, trascuratezza delle stesse ville, aree e giardini non fruibili e vandalizzati, oltre che del decoro urbano per via dell’abbandono dei rifiuti incontrollato.
Diverse sono state le sollecitazioni al Sindaco e all’Amministrazione, sia in aula, che per mezzo stampa, su una programmazione riguardante la demolizione e ricostruzione di nuovi loculi per dare dignità alla sepoltura dei defunti, evitando le “ordinarie ordinanze sindacali urgenti” per sopperire all’indegno accatastamento delle salme.
Questo dimostra che il Consiglio Comunale è sempre stato operativo e propositivo nel costruire e dare risposte alla città, ma al contempo totalmente non ascoltato e addirittura escluso dal Sindaco e dai suoi assessori, che vorrebbero un consiglio, silenzioso e “yes man”, esclusivo passacarte accondiscendente senza possibilità di esprimere un democratico pensiero, una visione a vantaggio della collettività differente dalla loro e per la quale siamo stati eletti.
Dunque, ad oggi, l’unico strumento democratico che ci rimane per farci sentire e quello di abbandonare l’aula durante la votazione di atti non condivisi dall’opposizione da sempre ignorata, e forse ad oggi neanche dalla sua maggioranza, ne dalla vecchia stampella di centro destra.











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