Favara, Ferrante presenta “Perché non vinciamo mai?”: un viaggio ironico nelle contraddizioni del Pd

Lunedì 26 gennaio 2026 alle ore 17.30 nella suggestiva cornice del Castello Chiaramonte, in piazza Cavour, la presentazione del libro “Perché non vinciamo mai?” di Antonio Ferrante.

L’iniziativa è organizzata dal Centro Studi Antonio Russello, in collaborazione con le associazioni presenti sul territorio, con il patrocinio del Comune di Favara e il supporto della casa editrice Medinova.

Ad aprire l’incontro sarà Sara Chianetta, mentre il dialogo con l’autore sarà coordinato da Laura Mossuto. Sono previsti i saluti istituzionali del sindaco Antonio Palumbo, dell’assessore comunale alla Cultura Carmen Lo Presti, del presidente Medinova Antonio Liotta, del segretario del Partito Democratico Salvatore Bellavia, del segretario provinciale AVS Pasquale Cucchiara, del rappresentante della Consulta giovanile Angelo Varisano e di Carmelo Costa per Arci Favara.

Il libro di Ferrante affronta con tono ironico, ma partecipe una domanda che da anni accompagna elettori e militanti del Partito Democratico: perché non si vince mai davvero? Attraverso una ricostruzione delle trasformazioni del partito, tra riforme contraddittorie, leadership fragili e congressi interminabili, l’autore prova a individuare le radici di una crisi che non è soltanto politica, ma anche culturale e comunicativa.

Non manca, nel volume, un omaggio sentito alla base: militanti, segretari di circolo, tesserati e volontari che animano assemblee spesso destinate a restare senza ascolto. Figure invisibili ma decisive, che tengono in vita l’organizzazione quotidiana del partito.

Ferrante suggerisce una chiave di lettura originale: forse il vero limite del Pd non sta tanto in ciò che dice, quanto nel modo in cui lo dice. Un linguaggio eccessivamente serio, poco empatico e raramente autoironico, che finisce per allontanare invece di coinvolgere. Da qui l’invito implicito a “cambiare tono”, prima ancora che linea politica, e a recuperare una dimensione più umana e meno solenne del fare politica.

L’evento è aperto al pubblico e, come recita la locandina, “la cittadinanza è invitata”. Un’occasione non solo per incontrare l’autore, ma anche per riflettere, in modo leggero ma non superficiale, sullo stato della politica italiana e sul rapporto sempre più fragile tra partiti e società.

LOCANDINA:

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