“Accogliamo il confronto e possiamo farlo senza nasconderci dietro i comitati. Io come segretario provinciale FdI e Cucchiara come segretario provinciale della Sinistra”
A parlare è Adriano Barba ed è botta e risposta: il Comitato per il NO chiede il confronto con i sostenitori del SI e Fratelli d’Italia non se lo fa dire due volte.
Nello stesso tempo, il partito della Meloni si toglie il sassolino dalla scarpa per l’utilizzo di oggi della stanza del Sindaco per l’iniziativa referendaria del NO.
«La stanza del Sindaco – dice Fabrizio Crapanzano, segretario locale di FdI- è un luogo istituzionale che rappresenta tutti i cittadini di Favara. Non può essere utilizzata per iniziative di propaganda politica o referendaria».
La stanza del Sindaco è stata utilizzata dai comitati contro i ripetitori telefonici quando non erano presenti le aziende “incriminate”, da quelli a favore dell’acqua pubblica senza la presenza di Girgenti acque, per organizzare manifestazioni religiose e laiche e per un lungo elenco di ragioni, tutte per diverse iniziative a favore e contro qualcosa o qualcuno.
Senza voler essere l’avvocato d’ufficio di Palumbo: gravissimo sarebbe un eventuale diniego di Palumbo ad un’analoga richiesta di FdI, ma il partito della Meloni al momento non ha presentato alcuna istanza.
“Non è in discussione – continua FdI – la legittimità del confronto democratico, né la libertà di ciascuno di sostenere le proprie posizioni. Tuttavia, le campagne referendarie devono svolgersi in sedi adeguate, non all’interno di spazi simbolo dell’istituzione comunale, che devono restare neutrali e super partes”.
Il coordinatore cittadino sottolinea come il rispetto dell’imparzialità sia un principio fondamentale dell’azione amministrativa.
Palumbo, è bene precisare, non era presente e avrebbe potuto esserci, cosi come poteva esserci qualsiasi cittadino, pure i fautori del SI.
Non è dello stesso parere FdI: «Le istituzioni non appartengono a una parte politica. Appartengono all’intera comunità. Per questo motivo riteniamo inopportuno e sbagliato l’utilizzo della stanza del Sindaco per un’iniziativa chiaramente schierata».
Crapanzano chiede inoltre chiarezza sulle modalità con cui sarebbe stata autorizzata l’iniziativa.
«È doveroso spiegare ai cittadini con quali criteri sia stato concesso l’uso di uno spazio istituzionale per un evento di parte. La correttezza istituzionale deve venire prima di ogni appartenenza politica».
«Favara merita istituzioni che garantiscano equilibrio e rispetto delle regole. La neutralità dei luoghi istituzionali è un principio che va difeso sempre».
Resta difficile comprendere come in Italia si possono fare iniziative pro e contro tutto e pure sul sesso degli angeli alla Camera dei Deputati, al Senato, all’Assemblea regionale siciliana e pure nei locali della Chiesa annessi al culto e non si possono fare nella stanza di un sindaco. E, tra l’altro, in assenza di un’analoga richiesta di FdI e senza un diniego da parte di Palumbo.
E’ in ballo una questione importantissima per il futuro degli italiani e non è ragionevole perdersi nella sterile polemica.
E’ tempo che i Comitati per il Si e per il NO si adoperino per spiegare al meglio le diverse ragioni del voto ai cittadini, senza distrazioni perché è altissima, per tutti noi, la posta in gioco.











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