di Vincenzo Priolo*
Il governo Meloni sta portando avanti una politica mirata sia all’aumento di personale e mezzi per le forze dell’ordine sia alla sicurezza, essendo questa percepita come una priorità concreta. Le azioni principali includono aumenti salariali, nuove assunzioni e il rafforzamento degli strumenti a disposizione.
Il nuovo “Pacchetto Sicurezza” 2026 infatti ha approvato nuove misure, tra cui il Decreto Sicurezza 2026 (DL 23/2026), che rafforza i poteri di prevenzione e controllo, in particolare contro le violenze giovanili e per la sicurezza urbana, fornendo ai Comuni maggiori strumenti.
Vale la pena ricordare che soprattutto per quanto riguarda il territorio agrigentino, il deputato nazionale Calogero Pisano, nel maggio 2025 è intervenuto incisivamente, sottolineando come le nuove disposizioni siano fondamentali per rispondere alle esigenze specifiche in un territorio difficile come quello Agrigentino. Ha proposto in quella sede anche degli osservatori comunali sulla sicurezza, per creare una rete di collaborazione tra Forze dell’ordine, istituzioni scolastiche e Chiesa. Misure che ho sempre considerato come utili e strategici per il nostro contorto territorio.
Bisogna quindi aumentare uomini e mezzi, intensificare i controlli nelle ore notturne, specialmente nelle zone commerciali sensibili ed intensificare operazioni mirate mettendo in atto interventi di “Alto Impatto” che coinvolgano tutte le forze di polizia come la Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza per bonificare le aree più colpite, ma coinvolgendo anche le forze di polizia degli enti locali.
Il dipartimento legalità e sicurezza che io rappresento auspica misure amministrative concrete ma anche più collaborazione da parte dei cittadini.
Visto che si parla tanto di Intelligenza artificiale, sarebbe bello e producente attivare dei sistemi di videosorveglianza intelligente a 360 gradi per un potenziamento delle telecamere comunali collegate direttamente con le sale operative delle forze dell’ordine. Ma anche iniziare a parlare di difesa passiva promuovendo regolamenti comunali che incentivino l’installazione di dissuasori fisici (fittoni o barriere mobili) per impedire l’avvicinamento di mezzi pesanti alle vetrine.
In aggiunta, non meno importante bisognerebbe attivare dei Protocolli di Sicurezza Partecipata per favorire accordi tra associazioni di categoria e Ministero dell’Interno allo scopo di migliorare lo scambio di informazioni.
Le irruzioni con mezzi pesanti, come il Bobcat, per sventrare banche e gioiellerie rappresentano oggi una tecnica criminale ad alto impatto che evidenzia criticità specifiche nella sicurezza fisica e nel controllo del territorio e per questo lavoreremo ancora di più per portare risposte che si adeguino ai tempi e ai modi.
*Responsabile dipartimento provinciale legalità e sicurezza FdI Agrigento











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