Dopo Licata rappresentato anche a Palermo stesse emozioni e grande commozione

Pubblico coinvolto e attento, capace di manifestare sensibilità e interesse per un tema drammaticamente attuale.

Sabato 14 marzo, al Teatro Marcello Puglisi di Palermo, è andata in scena la replica del reading teatrale dal titolo “Giochiamo alla Guerra” realizzato dalla compagnia di “Officine Civiche”.

Lo spettacolo ha proposto una riflessione intensa e coraggiosa sui numerosi e sanguinosi conflitti che oggi attraversano il pianeta.

Secondo le stime internazionali, sono circa 56 i conflitti attualmente in corso nel mondo.

A pagare il prezzo più alto sono spesso i civili e, in particolare, i bambini, che rappresentano la percentuale più alta tra morti e feriti.
Il reading ha voluto proprio richiamare l’attenzione su questa drammatica realtà, invitando il pubblico a non rimanere indifferente di fronte alla sofferenza che, ogni giorno, colpisce le popolazioni più vulnerabile.

Sabato sera abbiamo vissuto momenti di grande commozione. – è il commento dell’autore e regista Antonio Palumbo – Non ci aspettavamo una partecipazione di pubblico così coinvolta e attenta. Il reading è nato con l’intento di far percepire, quasi fisicamente, il dolore che si vive ogni giorno in molte aree del pianeta e di richiamare l’attenzione sulla sofferenza dei bambini, troppo spesso dimenticata o osservata con una preoccupante forma di assuefazione.

La risposta del pubblico, manifestata spontaneamente al termine dell’iniziativa all’esterno del teatro, è stata unanime e profondamente partecipata.

Un segnale importante che dimostra come esista ancora una sensibilità diffusa verso ciò che accade nel mondo e la volontà di non rimanere indifferenti di fronte alle tragedie che colpiscono le popolazioni civili.

Pur non avendo il potere decisionale dei grandi leader internazionali, riteniamo fondamentale continuare a far sentire la nostra voce.

La cultura, il teatro e la parola possono diventare strumenti per rompere il silenzio e ribadire con forza che queste stragi fratricide devono cessare.