Dopo un ampio dibattito, che ha visto un eroico assessore Massimo Muratore, solo contro tutti o quasi, fronteggiare a potenza di fuoco verso il sindaco, la mozione di sfiducia è stata respinta.

Il sindaco Vincenzo Corbo resta in carica. E restano in carica i suoi assessori. E non decadono nemmeno i consiglieri comunali. Non ci sarà alcun commissario straordinario da qui alle prossime elezioni amministrative che si terranno tra il 15 aprile e il 15 giugno del 2027.

Occorrevano 15 voti e ce ne sono stati solo 13. Cinque sono stati i voti contrari. Sei i consiglieri comunali assenti.

Assenti anche il sindaco Vincenzo Corbo e tutti gli altri assessori comunali, tanto che Massimo muratore ha fronteggiato da solo il fronte i consiglieri presenti pronti a sfiduciare il sindaco.

Anche il presidente del consiglio comunale, Mimmo Licata, ha votato si alla sfiducia.

Degno di rilievo l’intervento del consigliere comunale Dario Curto. Il quale ha votato sì alla mozione di sfiducia, ma ha detto chiaramente che sapevano tutti -in aula- che non sarebbe passata.

Così, tra una citazione letteraria e una politica (quest’ultima riconducibile all’euro deputato Marco Falcone) ha detto che Canicattì meriterebbe molto di più rispetto all’odierna amministrazione comunale ed ha esortato tutti gli attori dell’amministrazione comunale a cambiare passo e a dare dignità a questa fase finale della consiliatura.