Si è insediata la consigliera comunale Nicoletta Migliore che è subentrata alla dimissionaria Alida Turco, dopo che la prima dei non eletti, Rita Mantione, ha rinunziato alla carica.
Nello stesso tempo annunciano le loro dimissioni 5 consiglieri comunali (Angelo Cuva, Gianluca Cilia, Fabio Falcone, Calogero Muratore, Giangaspare Di Fazio).
Le dimissioni annunciate di Angelo Cuva
L’annuncio avviene, nei social, a cura del consigliere Cuva, che scrive: “nei prossimi giorni depositerò le mie dimissioni da consigliere comunale”. La stessa tattica della presentazione della mozione di sfiducia al sindaco: preannunziata con ampio anticipo, poi presentata in conferenza stampa e infine depositata per il voto, avvenuto quasi 40 giorni dopo l’annuncio, che l’ha comunque respinta.
Ancora una volta, tatticismi, dilazioni, temporeggiamenti procedurali che amplificano il senso di incertezza, precarietà e instabilità della politica e dell’amministrazione del Comune di Canicattì.
Tatticismi, dilazioni e temporeggiamenti che richiamano l’immagine del protocollo cartaceo in tempi di intelligenza artificiale. Che è proprio una delle motivazioni a base dell’annuncio dlele dimissioni.
Il coma della città
Intanto la città sembra versare in coma profondo: il sindaco ha diramato la fase di pre-allarme per la situazione dell’approvvigionamento idrico; il dissesto finanziario c’è, si sa, ma non si sa a che punto sono le fasi per venirne fuori; i casi di delinquenza spicciola (e non) rischiano di sembrare scene di ordinarietà.
E’ ormai destinato a cadere nel vuoto l’appello del consigliere comunale Dario Curto. Il quale aveva detto, poco prima di votare a favore della mozione di sfiducia: io voto sì, ma se la sfiducia non dovesse passare, occorre che tutti ci rimbocchiamo le maniche e lavoriamo per Canicattì.
L’appello del consigliere Dario Curto
Il consigliere Dario Curto ha ribadito -in quell’occasione- che Canicattì meriterebbe molto di più dalla politica, ma ha esortato tutti gli attori dell’amministrazione comunale a cambiare passo e a dare dignità alla fase finale della consiliatura.
Invece, si va peggio di prima, mentre la gente si allontana sempre più dalle dispute tra sindaco e parte dei consiglieri e dalle polemiche politiche.
Il consigliere Angelo Cuva -nel preannunciare le dimissioni- spera che esse possano diventare “un segnale di allarme contro una rassegnazione ormai dilagante”. Ma possono sortire l’effetto opposto: ovvero, consolidare ulteriormente la rassegnazione regnante.
Chi risolverà i problemi?
La gente vuole che i problemi vengano risolti e non aggravati.
Alla gente non interessano le liti, le accuse, gli abbandoni, i subentri. Alla gente interessa che tutti coloro che sono stati eletti si sforzino per migliorare la situazione e non che si accusino per scaricare vicendevolmente le colpe.
C’è il disastro, visibile, palpabile. Si affronta litigando -questo disastro- o mettendosi tutti insieme con impegno costruttivo per superarlo?











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