I cinque consiglieri comunali-eletti nel 2021- lamentano la “impossibilità ad esercitare il mandato elettivo conferito democraticamente”.

Lo avevano preannunciato nella seduta dell’ultimo consiglio comunale ed adesso presentano le dimissioni contestualmente con unica nota firmata da tutti e cinque.

Si tratta di Gianluca Cilia, Angelo Cuva, Giangaspare Di Fazio, Calogero Muratore, Fabio Falcone. I quali scrivono:

“Compiamo questo passo con la speranza che possa diventare anche un atto politico forte, un segnale di allarme contro la rassegnazione all’indifferenza e l’indifferenza alla rassegnazione di una città che sembra addormentata e che non reagisce”.

Quindi elencano le problematiche insolute: “gestione inefficace dei servizi essenziali; situazione dei rifiuti ormai commentabile solo con amarezza; fallimento economico, amministrativo e burocratico dell’ente comunale con difficoltà che si ripercuotono sulle risorse umane; problemi legati alla sicurezza; diaspora dei nostri giovani; enormi difficoltà dei commercianti e degli imprenditori; assoluto scollamento con gli operatori della movida; totale assenza di programmazione delle opere pubbliche; caos sulla viabilità e sul traffico; permanente gestione emergenziale delle politiche cimiteriali; difficoltà delle associazioni sportive e culturali; difficoltà nell’attuazione di politiche di welfare realmente efficaci per i più deboli”.

E poi denunziano (usano proprio il verbo “denunziare”) “le reali motivazioni che ci hanno spinto a rassegnare le seguenti dimissioni, ovvero l’impossibilità ad esercitare il mandato che ci è stato conferito democraticamente dagli elettori nel corso delle ultime consultazioni elettorali per via dell’impossibilità ad esercitare i diritti e le prerogative conferite al ruolo dall’attuale assetto normativo”.

La denunzia riguarda “la permanente assenza del Sindaco all’interno del dibattito consiliare”; ”l‘ostruzionismo sulle richieste di Accesso Atti”; “l‘ostruzionismo sulla richiesta di ispezioni visive di uffici e luoghi comunali”; “la mancata risposta alle interrogazioni consiliari”; “le mozioni Consiliari approvate in aula totalmente disattese”; “le difficoltà ad ottenere informazioni su svariati argomenti che caratterizzano la vita di una cittadina come Canicattì (come ad esempio: Dissesto economico e finanziario e prossimi adempimenti, Crisi idrica, Gestione dei rifiuti, Gestione degli impianti sportivi, Programmazione degli investimenti e delle infrastrutture, Gestione dei beni confiscati alla mafia, Politiche sociali)” .

Le loro dimissioni-denunzia sono corredate da numerosi allegate che -a parer loro- documentano quanto lamentato in maniera pedissequa, precisa e concreta.