MONTALLEGRO (AG)- Un viaggio appassionato nella letteratura del secondo Novecento, ma soprattutto un ritratto intimo e profondamente umano di uno dei più grandi intellettuali italiani. L’Aula Multimediale “Ercole Agatino Longo” di Montallegro ha ospitato la presentazione del libro “Con Leonardo Sciascia – Memorie e contributi biografici” di Gaspare Agnello.

L’evento, che ha registrato una grande partecipazione di pubblico, è stato promosso e organizzato dal Circolo Culturale “Giovanni Meli Montallegro APS” diretto dal giovane Giuseppe Iatì.

Al centro del dibattito, moderato e arricchito dagli interventi dell’avvocato e studioso Diego Guadagnino e della professoressa Ida Torre, non ci sono state solo le opere di Sciascia, ma l’uomo e la sua instancabile riflessione su temi universali come la giustizia.
Tra i tanti ricordi condivisi da Gaspare Agnello, un aneddoto in particolare ha toccato il cuore dei presenti, svelando il lato più arguto e caloroso dello scrittore racalmutese.
A pochissimi giorni dalla sua scomparsa, Agnello andò a trovare Sciascia. Durante il colloquio, l’autore gli espresse tutta la sua ammirazione per una scrittura che riteneva impeccabile, priva di sbavature, cogliendo l’occasione per fargli una raccomandazione affettuosa: smettere di fumare.
Sciascia, con la sua tipica ironia sottile, volle smentire quell’aura di infallibilità. Chiese alla moglie una copia del suo romanzo “Il cavaliere e la morte” per mostrare ad Agnello un minuscolo refuso sfuggito alla stampa. Poi, sorridendo del consiglio medico dell’amico, siglò il volume con una dedica controcorrente:
“A Gaspare Agnello come esortazione al fumo (di sigarette), Leonardo Sciascia
14 novembre 1989”

Un episodio di straordinaria quotidianità che fotografa la grandezza d’animo dello scrittore, capace di scherzare e mantenere intatta la propria umanità anche nel momento più difficile.
Ed è proprio questo l’obiettivo che si pone la realtà culturale montallegrese, come spiega il presidente del Circolo, Giuseppe Iatì
“Il nostro Circolo intende far conoscere proprio questi momenti. Pensare che a pochi giorni dalla fine, Sciascia riuscisse a scherzare con questa umanità è straordinario. È proprio lì che risiede la sua grandiosità, nell’uomo che si celava dietro la penna. Valorizzare tutto ciò è la nostra missione primaria”.
L’incontro di Montallegro ha dimostrato come la lezione di Sciascia sia ancora vivida e come le memorie di chi lo ha conosciuto da vicino, come Gaspare Agnello, restino una bussola fondamentale per comprendere a fondo la cultura del nostro tempo.











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