Sara restaurata, a cura della Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento la machaira, ritrovata nel periodo della pandemia a Canicattì, nella contrada Grotticelle.

Essa si trovava molto probabilmente all’interno di una delle tombe a forma di grotticella che caratterizzano la contrada che ne prende il nome ed è venuta alla luce a seguito di lavori agricoli che l’hanno pure un po’ danneggiata.

La machaira è un’antica spada greca ad un solo taglio usata per lo più per uccidere le vittime sacrificali.

Il suo ritrovamento è stato seguito, a suo tempo, dal ricercatore e studioso di archeologia Luca Zambito che ne ha curato la consegna al comando della stazione Carabinieri di Canicattì. Da qui, nei giorni scorsi, l’antica spada è stata prelevata dai funzionari incaricati della Soprintendenza, alla presenza del capo di gabinetto vicario dell’assessorato regionale beni culturali, Gilberto Marchese Ragona.

Quest’ultimo ha dichiarato che la machaira si trova adesso nel laboratorio della Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento per l’esame e la valutazione ai fini del compiuto restauro da parte di esperti specializzati in materia.

Dopo il restauro, “la machaira sarà restituita a Canicattì e ai canicattinesi per venire esposta nell’antiquarium di Vito Soldano” -aggiunge Gilberto Marchese Ragona.

“L’interesse per l’archeologia” -prosegue ancora Marchese Ragona– “è sensibilmente cresciuto con l’assessore Francesco Paolo Scarpinato alla guida dell’assessorato beni culturali che ha assunto personale con la qualifica di archeologo, dopo 28 anni dall’ultimo concorso, e ha finanziato (dopo 18 anni che non avveniva) campagne di scavi e ricerche archeologiche a cura delle Soprintendenze”.