Giuseppe Maurizio Piscopo
Aurelio Grimaldi è nato a Modica(Rg) nel 1957. Regista e scrittore, ha scritto tra gli altri i libri: Meri per sempre, Le buttane, La ribelle, i Violanti, Malaspina . Ha scritto tra l’altro le sceneggiature di Mery per sempre, Ragazzi fuori, Uomo di rispetto, Cecenia. Ha vinto il Premio Solinas con La discesa di Aclà a Floristella e ne è stato finalista con “Noi siamo Francesco” di Guendalina Zampagni uscito nel giugno del 2015. Ha scritto e diretto diversi lungometraggi, invitati nei maggiori festival internazionali, Cannes, Venezia, New York, Toronto. Il suo primo lungometraggio s’intitola: “Alicudi nel vento”. Aurelio Grimaldi è molto apprezzato in Italia e soprattutto all’Estero.

Quando nasce la tua passione per il Cinema?
Come tutti: da bambino. E soprattutto, nella sala parrocchiale dell’oratorio di Luino, provincia di Varese.
Qual è il primo film che hai visto da bambino?
Ho un fortissimo ricordo del film “Assassinio sul treno”, tratto da Agatha Christie, visto, come sempre, alla sala parrocchiale del nostro oratorio.
Che cos’è per te il Cinema?
Da spettatore è una gioia, da regista un privilegio.
Quale è la tua opinione sulla fiction e le nuove forme del documentario?
Le fiction della televisione italiana non mi interessano. I documentari li amo molto ma spesso li trovo troppo lunghi e gradirei una maggiore sintesi.
 Nella tua filmografia troviamo: “Il Macellaio”, “La donna lupo”, “L’educazione sentimentale di Eugenie”, “Iris”, “La discesa di Acla a Floristella” presentato al festival di Venezia nel 1992. Come ha accolto il film la critica al Festival di Venezia?
In maniera molto contrastata. Una parte della critica non lo ha molto amato. Io ci sono attaccatissimo.
Si può dire, che il tuo inizio con il Cinema nasce da un libro: “Mary per sempre” dal quale Marco Risi ha ricavato un film Cult tra i più importanti in Italia?
Si, certo. Ma io sognavo di fare il regista da molto tempo prima. Anche se in verità ero convinto che non ci sarei mai riuscito.
Allora facevi il Maestro al “Malaspina” il carcere dei minori di Palermo, che ricordo hai della tua esperienza di Maestro?
Indimenticabile. Una delle esperienze più indescrivibili di tutta la mia vita.

Puoi commentare la frase di Bufalino: “un esercito di maestri elementari un giorno sconfiggerà la mafia”…
La trovo un pò troppo ottimistica. Tuttavia, credo che la scuola, soprattutto a Palermo, abbia fatto molto contro la mafia, e molti maestri e maestre ne hanno grandi meriti.
Come vedi la città di Palermo e qual è stato il tuo rapporto con la città?
Resta la città affettivamente a me più cara. Qui sono nate le mie figlie e tanti amici palermitani mi sono carissimi. Anche se ci ho vissuto solo la seconda parte della mia vita mi considero in qualche modo palermitano.
 Tu hai amato molto Pasolini al punto che gli hai dedicato tre film: “Nerolio”, “Rosa Funzeca” e “Un mondo d’amore”. Alla fine, che cosa rappresenta Pasolini nella tua vita?
Un modello molto contrastato. Alcune sue opere sono per me essenziali mentre altre le considero mal riuscite. Ma “Accattone”, “Mamma Roma”, “Che cosa sono le nuvole”, ma persino i terribili “Porcile” e “Salò” sono opere per me importantissime.
Hai diretto Penelope Cruz nel film: “La ribelle” che ricordo hai di questa esperienza?
Di Penelope ho un ricordo carissimo, per il suo bel carattere unito a talento e professionalità, sebbene avesse solo 18 anni. Il film l’ho girato subito dopo il Festival di Venezia dove avevo presentato Aclà e dove conobbi Penelope: ero un pò giù di morale perché mi aspettavo molto di più dal Festival e secondo me quel mio stato d’animo è entrato nel film.
Come vedi le donne del nostro tempo, qual è il tuo rapporto con loro, che cosa non hanno ancora capito gli uomini delle donne? 
Risposta difficilissima. Nella mia vita tre donne sono state essenziali, e l’hanno interamente segnata. Se aggiungi che ho pure due figlie, non posso che concludere che le donne sono state fondamentali nella mia vita. Le trovo più sensibili, più profonde, più “interiori”. Mi fanno soffrire per la loro tendenza agli alti e bassi e per la loro irrazionalità nei momenti emotivamente più difficili.
Che cosa stai preparando?
Tanti sogni e tanti progetti, ma al momento sto completando il montaggio di “Controtempo”, interamente girato nella bellissima Matera.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Il mio sogno è di girare entro l’anno prossimo un film a Palermo. Da troppi anni non riesco a farlo, ma stavolta sento che ci riuscirò.