Il presidente della regione, Renato Schifani, ha decretato l’indizione delle elezioni di secondo grado (voteranno i sindaci e i consiglieri comunali) in data 27 aprile, per eleggere il presidente e il consiglio provinciale nei Liberi Consorzi Comunali di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa, oltre che per eleggere il consiglio metropolitano di Palermo, Catania e Messina.
Ma c’è chi non ci sta.
Il ricorso al Tar
Per esempio, il presidente del consiglio comunale di Ispica, Giambattista Genovese, rappresentato dall’avvocato costituzionalista Agatino Cariola, ha presentato ricorso innanzi al Tar-Sicilia di Catania per chiedere l’annullamento del decreto di indizioni delle elezioni del presidente Schifani, previa sospensione del voto indiretto.
Il ricorso solleva la questione di legittimità costituzionale della legge Delrio e delle norme regionali risalenti al parlamento vigente durante il governo Crocetta con le quali avrebbe dovuto attuarsi in Sicilia la predetta legge.
L’elezione di secondo grado per le ex province-secondo i motivi del ricorso- violerebbe cinque articoli della Costituzione: l’art. 1 sulla sovranità popolare; l’art.2 sui diritti inviolabili; l’art. 3 sul principio di eguaglianza sostanziale; l’art. 51 sull’accesso alle cariche elettive; l’art. 97 sul buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione.
Il Movimento Democrazia e Libertà dice no
Nei giorni scorsi, era pure insorto contro l’elezione di secondo grado nelle ex province il Movimento per la Democrazia e la Libertà per voce del suo presidente Salvatore Giuseppe Sangiorgi, il quale aveva stigmatizzato l’illegittimità delle elezioni di secondo grado con riferimento alle città metropolitano, nelle quali il sindaco diviene automaticamente presidente dell’ex provincia.
Secondo Sangiorgi, “i sindaci metropolitani sono stati dichiarati illegittimi con la sentenza della Corte Costituzionale n. 240/2021, proprio perché non legittimati dal voto popolare e secondo la Corte in contrasto con il principio di uguaglianza del voto e che pregiudica la responsabilità politica del vertice dell’ente nei confronti degli elettori”.
Come finirà?
Intanto il decreto di indizione delle elezioni di secondo grado c’è, ma c’è pure questo ricorso al TAR-Sicilia di Catania che potrebbe sospenderle nelle more di un nuovo giudizio sulla questione di costituzionalità della Del Rio e delle leggi regionali siciliane ad essa conseguenti.











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