L’Opera dei Pupi: quando la Sicilia parla con la voce del cuore

Angelo Jay

C’è un’arte che non appartiene solo al passato, ma che continua a vivere nel presente, vibrando di emozione, voce e memoria: l’Opera dei Pupi.

Un patrimonio riconosciuto dall’UNESCO come bene immateriale dell’umanità, ma soprattutto un pezzo d’anima della Sicilia, che ancora oggi incanta grandi e piccoli con la sua magia fatta di legno, voce e passione.

Oggi ho avuto la fortuna di incontrare Salvatore Bumbello, un puparo straordinario, custode di un’arte che ha respirato fin da bambino.

«Mio padre faceva questo mestiere — racconta — e io passavo le giornate nel suo laboratorio, tra il profumo del legno e il suono del martello. Per me era un gioco, ma da lì è nata la mia passione, l’amore per quest’arte che è diventata la mia vita».
Da quel gioco d’infanzia è nato un mestiere tramandato di generazione in generazione.
Oggi Salvatore non è solo un artista, ma un narratore di valori: quelli dell’onore, della cavalleria, della lealtà. «L’Opera dei Pupi — spiega — porta con sé messaggi che ancora oggi fanno scuola. E poi c’è unmessaggio importante: no alle guerre.
I pupi possono combattere, perché sono di legno. Gli uomini no».

Accanto a lui, i figli Francesca e Luciano continuano la tradizione con la stessa dedizione e amore per questo mestiere antico.
La famiglia di Salvatore è un piccolo universo in cui arte e cuore si intrecciano: la figlia
accompagna lo spettacolo con un organetto meccanico, diffondendo una musica che sembra dialogare con i pupi, colma di dolcezza e magia.
Quando Salvatore muove i fili, non è solo un gesto tecnico: è come se stesse dando respiro e anima a ogni personaggio.

La voce cambia, si trasforma, si adatta — e da quella modulazione nascono Orlando, Rinaldo, Angelica… figure che tornano a vivere davanti agli occhi del pubblico, tra luce e sogno. «Essere un puparo — dice — significa dare vita ai figli che costruisci.
Lavoro il legno, i metalli, le stoffe, e quando porto il pupo in scena gli do l’anima. È lì che comincia a vivere».

Il momento che più ama?
«La corte di Carlo Magno — confessa — quando raduna tutti i Paladini.
È la parte più emozionante: lì si vede il fior fiore della cavalleria».

Salvatore e la sua compagnia hanno portato questa tradizione in tutto il mondo: dal Venezuela a Dubai, fino all’Indonesia, regalando ovunque un frammento autentico di Sicilia. Ma le emozioni più forti le trova nei volti dei bambini: «Quando li vedo sorridere, meravigliarsi, so che l’Opera dei Pupi continuerà a vivere. Nei loro occhi rivedo me stesso, quel bambino che giocava nel laboratorio di mio padre».

Alla fine della giornata, mentre il sipario cala, resta una sensazione profonda: quella di aver toccato l’anima di un popolo che continua a raccontarsi attraverso la sua arte.
Un’arte fatta di mani, voce e cuore.
Grazie a chi mantiene viva questa tradizione, a chi trasforma la memoria in arte e la passione in magia.
Perché attraverso queste mani, la Sicilia continua a parlare — ogni giorno, con il cuore.

Per info: Compagnia “Opera dei pupi Brigliadoro ” di Salvatore Bumbello Puparo
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