I bambini amano le cose semplici, capaci di accendere la loro fantasia, piuttosto di oggetti elettronici, complicati e molto spesso costosi.
Vado a trovare spesso un mio amico falegname, ormai, in pensione. Ho sempre preferito la bottega dell’artigiano al bar o alla piazza. Locale in pianterreno sulla strada passante, posto di ritrovo tra vecchi amici per raccontare fatti e riderci sopra. Seppure in pensione, per passatempo, fa qualche lavoretto per se stesso, per gli amici. Da qualche settimana, si è messo a produrre “vanchiteddri”. Il primo per un nonno, amico nostro, che ha voluto fare la sorpresa al nipotino. E il primo è diventato primo di una lunga serie. Altri tre l’artigiano li ha realizzati per i suoi nipotini e ancora due per altri bambini e le richieste quasi non si contano più.
E se prima era la voglia improvvisa e bizzarra del nonnino di turno, adesso sono gli stessi bambini a desiderarli. Roba da non crederci, quell’antica seggiolina è un oggetto desiderato e apprezzato dai piccoli.
Ho visto e ho desiderato raccontarvi la gioia che ho letto negli occhi dei bambini che si portano sottobraccio il loro vanchiteddru, come a significare che nessuna epoca è definitivamente tramontata. Nessuna nostalgia o forse si, ma le innumerevoli richieste e l’apprezzamento per un oggetto che apparteneva ai bambini della generazione di chi oggi ha i capelli bianchi, riempie il cuore.
La semplicità è sempre vincente.










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