Anche l’AIAS (Associazione Italiana Autotrasportatori Siciliani) si è convinta a rimuovere i blocchi stradali.
La svolta è avvenuta dopo l’incontro di ieri sera, mercoledì 21 ottobre, presso la Prefettura di Catania: sono stati rimossi i blocchi dei tir ai caselli dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altre strade siciliane.Ma la protesta è solo sospesa.
“Anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto” -dice soddisfatto il presidente dell’Aias Giuseppe Richichi che ha sinora rappresentato l’ala oltranzista degli autotrasportatori, per lo più costituita dai “padroncini”, dopo che il CTS (Comitato trasportatori siciliani) –rappresentato dal portavoce e coordinatore Salvatore Bella– aveva deciso di revocare il fermo dei tir che stava paralizzando il trasporto di merce, ortofrutta e generi alimentari. ll Cts, peraltro, aveva denunciato minacce agli autotrasportatori e danni ai mezzi, riferendosi proprio a Richichi.
Ieri il Prefetto di Catania, Pietro Signoriello, ha convocato Enrico Trantino, sindaco di Catania; Giovanni Arena, delegato regionale di Federdistribuzione Sicilia; Maria Cristina Busi di Confindustria; Giuseppe Guagliardo di Confcommercio; Salvo Politino di Asso-esercenti; Anna Quartarone di Cna; Giosuè Arcoria di Confagricoltura; Michelangelo Arena di Cia; Luigi Nicosia per il Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) e Giuseppe Richichi per Aias.
Al termine dell’incontro, è stata decisa la sospensione dei blocchi, che in parte era continuata dopo lo scontro frontale tra AIAS e CTS.
Il CTS rappresenta soprattutto le ditte di trasporti che effettuano con tir il trasporto in tutta Italia e all’estero, avvalendosi anche dei porti, mentre l’AIAS rappresenta soprattutto i cosiddetti “padroncini”, cioè gli autotrasportatori autonomi che possiedono il proprio camion e svolgono trasporto merci per clienti privati, aziende o società di trasporti.










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